Il Parmigiano Reggiano è il prodotto italiano più conosciuto e amato al mondo, ma non è solo il cibo a rendere il nostro Paese famoso ovunque.

Ci sono tantissime persone che negli anni hanno lasciato l’Italia per realizzare i propri sogni portando alta la nostra bandiera. Al loro coraggio, al loro spirito d’intraprendenza e al loro talento Scaglie dedica il capitolo di dicembre.

Secondo il Rapporto Italiani nel mondo 2020, della Fondazione Migrantes, sono 131.000 gli italiani espatriati all’estero quest’anno – più di tremila rispetto all’anno precedente – e sono quasi 5 milioni e mezzo gli italiani registrati all’A.I.R.E. (L’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero). 

Numeri importanti che fanno riflettere, soprattutto se pensiamo che i flussi migratori dal nostro Paese sono motivati da una mancanza di realizzazione professionale e lavorativa in patria. 

Appare scontato dire che la maggior parte dei nostri italiani all’estero sogna di tornare in Italia, la domanda che viene da porsi è perché così tanti giovani, ma non solo, devono vivere questo tipo di conflitto. Senza cadere in stereotipi e banalità è ovvio che le esperienze all’estero sono formative, utili, necessarie per aprire gli occhi e per avere una visione globale della vita e del mondo, ma dovrebbero essere una scelta. Dovrebbero essere mosse dalla curiosità della scoperta e non dalla necessità disperata di sentirsi finalmente valorizzati.

Con questo capitolo di Scaglie vogliamo raccontare le storie di chi ce l’ha fatta, di chi con coraggio e intraprendenza è riuscito a realizzarsi, ma vorremmo sopratutto, che queste storie fossero lo specchio dell’unicità e del talento italiano che troppo spesso “regaliamo” all’estero svuotando, sempre di più, la nostra Italia.

Siamo andati ad incontrare chef, fotografi, storyteller e imprenditori per farci raccontare cosa rappresenta oggi il Made in Italy e perché va protetto. 

Ne abbiamo parlato approfonditamente con Alessandro Schiatti, co-fondatore di I Love Italian Food, un’associazione che al 2012 racconta le eccellenze enogastronomiche del nostro Paese a milioni di persone. Ci siamo fatti raccontare come viene visto il nostro cibo all’estero e perché è così importante proteggerne l’autenticità. 

Sempre in tema di cibo siamo andati a trovare il nostro Brand Ambassador negli Stati Uniti, lo chef Michele Casadei Massari, proprietario di ben quattro ristoranti a New York City. Michele è uno degli executive chef più richiesti al mondo, insieme abbiamo parlato del suo sogno americano e di quanto sia importante tutelare e raccontare l’unicità dei prodotti enogastronomici italiani, come il Parmigiano Reggiano.

Rimaniamo nel mondo del cibo anche a Parigi, dove abbiamo incontrato Alessandra Pierini, proprietaria de L’épicerie italienne RAP. Il suo è un viaggio iniziato da Genova 32 anni, ora è in Francia, dove è diventata una vera e propria ambasciatrice del gusto italiano. Nel suo negozio, oltre a vendere prodotti italiani di alta qualità, li racconta e educa i suoi clienti al mangiar bene.

Lasciamo il mondo della gastronomia ma non quello della narrazione. Siamo andati ad incontrare il giornalista Roberto Bonzio e ci siamo fatti trasportare in uno dei più bei progetti giornalistici che raccontano l’unione fra innovazione e talento italiano. Il suo esperimento editoriale si chiama Italiani di frontiera ed è un vero e proprio archivio che raccoglie le storie più significative e, purtroppo, sconosciute dei grandi italiani all’estero. Lo abbiamo intervistato per farci raccontare il suo viaggio nella Silicon Valley e di quanto sia importante allontanarsi dal proprio Paese per capirne la grandezza.

Chiudiamo con il più giovane dei nostri italiani all’estero, Matteo Marchi, un ragazzo che ama il basket e di professione fa il fotografo. Ha iniziato a casa sua, a Imola, fotografando il campionato amatoriale, poi un giorno ha deciso di inseguire i propri sogni: “Go big or go home”. 

Da Imola si è ritrovato a New York: stavolta i protagonisti dei suoi scatti sono diventati i giganti della Nba. Poi le Olimpiadi, gli Europei e i Mondiali di basket. Matteo ci ha raccontato il suo sogno americano. L’importante, dice, è crederci sempre, ma soprattutto provarci.

Foto © Elio Sofia